IN TE MI SPECCHIO

23 marzo 2020

In questi giorni difficili dobbiamo cambiare abitudini e prendere strade alternative: fortunatamente, tutte le strade che percorro ritornano sempre a te.

Dai, amore, non guardarmi così: è dall'alba dei tempi che tutti ci provano. Saggi ed eruditi, filosofi e fisici, poeti e pittori, sovrani e soldati. Tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato a comprendere questa forza invisibile che ci circonda, ci pervade e ci costringe – già, ci costringe – a compiere atti coraggiosi, talvolta così audaci da sembrare stupidi, pur di darle un nome, una forma, una realtà.

Desideriamo sperimentarla sin dalla nostra giovinezza, incantati dalla sua bellezza e dalla sua perfezione, e quindi ci impegniamo a svelarla in ogni sua dimensione: non importa quanta fatica sia richiesta e quanto tempo debba passare, vogliamo viverla.

Non è una cosa che abbiamo inventato noi: è misurabile, è potente e deve voler dire qualcosa. Qualcosa di più, qualcosa che non riusciamo ancora ad afferrare. Magari è una testimonianza, un artefatto di un'altra dimensione che non possiamo avvertire consciamente: è forse l'unica cosa percepibile che riesca a trascendere dalle dimensioni di tempo e spazio. Forse dovremmo fidarci, anche se non riusciamo ancora a capirlo.

Ognuno le da un nome diverso: forse in base alla predisposizione che lo caratterizza, oppure ai rigidi dettami della propria coscienza; oppure ancora, abboccando all'amo che il proprio intuito getta nelle calde acque del nostro cuore, della nostra passione. Quindi: il pittore traduce questa energia in colpi di pennello, e lo scultore di scalpello; il filosofo si impegna nell'elaborare una visione logica e universale di questa forza; l'astronomo questo miracolo lo vede nelle stelle, mentre un fisico intuisce la magia nelle interazioni fondamentali presenti in natura.

E poi c'è la gente comune, come me, che non dispone di pennelli o di telescopi; che non ha le basi scientifiche per elaborare sofisticate formule fisiche o il necessario allenamento intellettivo per concepire poetiche visioni circa il senso della vita. Però ha cuore, così tanto cuore da essere disposta a mettersi in gioco, giorno per giorno, pur di svelare la forza che ci incanta.

Sai, amore, lo vedo nei tuoi occhi così intelligenti: ti stai chiedendo quale sia stata la mia scintilla ispiratrice. Cosa mi abbia spinto a iniziare la mia odissea. Come stia portando avanti la mia ricerca.

Vedi, esiste un luogo in cui l'energia incantatrice si svela in tutta la sua verità: questo è stato il canto di sirena che mi ha attirato a sé; qualcosa contro cui fu impossibile oppormi. Sin dalla tenera età, chiunque aveva provato a dissuadermi dal raggiungere quel posto, il pozzo proibito. É troppo lontano, dicevano, senza mai quantificarmi la distanza. La strada è pericolosa, dicevano, ma nessun cartello di pericolo era mai comparso all'inizio del sentiero. Potresti cadervi dentro, dicevano, ma nessuna transenna era mai stata posizionata attorno per impedirvi l'accesso: sembrava che tutti non volessero io scoprissi, ma era come se mi stessero spingendo a farlo.

E quindi, una notte cedetti al richiamo: mi incamminai verso il pozzo, accorciando così le distanze che mi avevano detto essere incolmabili; ridicolizzando il pericolo che mi era stato detto regnasse sul sentiero; e constatando che non vi era affatto bisogno di transenne, perché, nonostante cadervi dentro fosse probabile, non si sarebbe trattato di una rovinosa caduta ma solo di un dolce volo ispiratore.

Certo, amore, un dolce volo ispiratore: poiché ogni strada percorsa nella mia vita mi aveva condotto lì, come un magnete attrae il ferro e come il vento sospinge i pollini nell'aria, ora, come una fionda, l'energia incantatrice mi avrebbe lanciato più in là, sempre più in là, sempre più in alto.

Mi affacciai timidamente al bordo: nelle acque stagnanti non vidi altro che i tuoi occhi, bianchi e vispi, e un bouquet di raggi di Luna che, solcati i cieli, si calavano silenziosi dentro alla spirale di buio che cadeva in fondo al pozzo. Danzavano tutti assieme, i tuoi occhi e i raggi di Luna, componendo nuove forme colorate: ora gialle, ora rosse, ora blu e persino di tutti gli altri colori esistenti. S'inglobavano l'una con l'altra le nuove forme, confondendosi tra di loro, respingendosi e attraendosi, e componendo nuovi disegni: avevano ora la forma del cielo, delle stelle e delle galassie.

Non ridere, amore: ti sembrerò un pazzo, ma mi tuffai dentro a quel nuovo mondo, determinato a cogliere ancor meglio quel trionfo di nuovi colori. Un veloce susseguirsi di due galassie, luccicanti come nuvole di tempesta, animò lo sterminato sipario cosmico che si stendeva di fronte ai miei occhi. Viste dall'esterno, quelle due piccole virgole sfumate sembravano essersi posizionate vicine, l'una accanto all'altra sull'infinito binario stellare.

Ma non era così: il caso le aveva poste a una distanza incolmabile, e tra di loro, per quanto continuassero ad attrarsi, vi era l'eternità. Nonostante la distanza, però, le due meraviglie non la smettevano di stuzzicarsi a vicenda: sgomitavano scherzosamente e danzavano in perfetta armonia. E sarebbero andate avanti a farlo: a danzare assieme, chiamandosi e cercandosi per sempre, fino alla fine dei tempi, quando, finalmente, le punte delle loro dita, dapprima sfiorandosi, poi stringendosi forte, si sarebbero incontrate, unendosi ermeticamente in una fusione di desiderio e felicità.

Dovremmo fidarci, capisci? La forza incantatrice è l'unica cosa percepibile che riesca a trascendere dalle dimensioni di tempo e spazio; è una forza saggia e ostinata, e trova sempre il modo. Ogni uomo ha cercato di darle un nome e una forma, servendosi di pennelli, telescopi e complicate formule matematiche; quando invece era sufficiente guardare a fondo nei tuoi occhi e in essi perdersi, perché è nei tuoi occhi che giace tutto l'Universo. Tu, che per me Universo sei, e in te mi specchio.

© 2019 MOS

SCRITTORE | SOGNATORE 

PER NATURA

"I am the master of my fate:

I am the captain of my soul."

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